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IL CIRCOLO
Cenni storici tratti da il volume "Le opere e i giorni" in occasione del 170° della Cassa Di Risparmio Di Firenze
(Ed.Polistampa 1999).
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le origini... |
Come è noto, la Cassa di Risparmio di Firenze è stata fondata nel 1829, ma per rintracciare una forma organizzata di aggregazione fra i suoi dipendenti finalizzata al miglior impiego del tempo libero, si deve attendere il novembre del 1930, quando fu costituito ufficialmente il "Dopolavoro Cassa di Risparmio di Firenze". Non era un caso che ciò avvenisse proprio in questo momento, in un periodo storico caratterizzato dal fascismo al potere che, come in qualsiasi regime totalitario, pretendeva di controllare ogni aspetto della vita sociale, compreso il tempo libero dei lavoratori (e non solo quelli delle banche) che, pertanto, quando le incombenze d'ufficio lasciavano il passo alle ore del riposo, venivano inquadrati nella categoria dei 'dopolavoristi'. |

Un gruppo di "dopolavoristi" durante la cerimonia nella prima sede del circolo in Via del Castellaccio, Firenze, 1934 (foto Locchi), ASA.CRF. |
Certo per l'Italia questa capillare e quasi scientifica programmazione delle attività ricreative, coordinata dal regime a livello centrale attraverso il "Dopolavoro Fascista", rappresentava indubbiamente una novità, anche nei suoi aspetti positivi, nella misura in cui la pressante e costante propaganda politica lasciava pur sempre spazi al puro svago condiviso collettivamente e, quindi, offriva occasioni di incontro e di socializzazione. E ciò non era poca cosa in una realtà quotidiana che non concedeva come adesso grandi opportunità, quando anche muoversi per pochi chilometri fuori dalla città costituiva un evento: figuriamoci se poi lo si poteva fare su una distanza ancora più lunga, magari grazie ad una gita organizzata con il pullman di quei tempi, il 'torpedone'!
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il primo presidente... |
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Il primo Presidente del "Dopolavoro" della Cassa fu Vasco Benelli. Umberto Errico ne era il segretario, Athos Landucci il cassiere, consiglieri Pietro Verità, Arrigo Bucalossi, Emilio Lugli, Alberto Benucci e Gualberto Pelli. |
| le prime attività.. |
Fin dall'inizio fu data grande importanza all'escursionismo, quale attività che permetteva "..... di far sempre conoscere la nostra Toscana così varia, bella, e atta allo sviluppo di ogni geniale e gagliarda energia...". La prima gita in assoluto della storia del Circolo fu dunque effettuata il 14 dicembre 1931, di domenica: destinazione Montesenario. La riunione dei 'gitanti' era fissata alle 7,45 del mattino in piazza Vittorio Emanuele, l'odierna piazza della Repubblica. Partenza alle 8 precise, a mezzo di torpedoni, secondo l'itinerario Montorsoli, Pratolino, Bivigliano. Il ritorno era previsto alle 17 sul percorso Montereggi, Fiesole, Firenze. La colazione sarebbe stata servita alla Pensione "Giotto" di Bivigliano. Potevano partecipare familiari o amici dei Soci, purché da essi presentati. Il 'capo gita' assegnava i posti al momento dell'iscrizione. Costo lire 20, comprensive di viaggio e colazione. Come prevedibile, l'iniziativa ebbe immediato successo e fu seguita in luglio e agosto da altre due escursioni a Camaldoli e a La Verna e, da allora, praticamente, l'attività 'turistica' dei dipendenti della Cassa non si è mai arrestata. La prima trasferta all'estero si svolse nel 1934, con una crociera lungo le coste greche che toccò, tra le varie località, Rodi e Atene.
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Gita con il "torpedone", 1934 (foto Locchi), ASA.CRF. |
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le prime attività sportive... |
L'altro fondamentale aspetto del "Dopolavoro" era incentrato sulla pratica sportiva; e non poteva essere diversamente, dal momento che la propaganda dell'esercizio fisico era uno dei punti cardine del regime. Già allora, nel 1931, in seno al Circolo si costituirono le prime due Sezioni, quella dello Sci e quella della Scherma, quest'ultima uno degli sport che andavano per la maggiore a quell'epoca. Nel 1933 si aggiungevano anche il Canottaggio, il Tamburello, la Pesca. Tra il 1933 e il 1936 si organizzarono la Sezione ginnica, il Tiro a Segno, il Nuoto, il Biliardo. Il Calcio, stranamente, non sembra in questo periodo riuscire ad emergere come vera e propria attività se non a livello di agevolazioni per l'accesso allo Stadio "Berta", oggi "Artemio Franchi".
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la "Filodrammatica"... |
Il 22 gennaio 1933 si inaugurava per la prima volta, sotto la denominazione di "Filodrammatica" l'attività teatrale: andava in scena "La Trovatella di Santa Maria", una commedia in tre atti di Giacometti. Evidentemente, anche se in modo non continuativo, fin dalle origini del Circolo i colleghi hanno sempre dimostrato una particolare propensione verso questo genere di svago. Lo stesso vale per l'attività fotografica sorta negli stessi anni e molto incoraggiata dal Consiglio Direttivo, parimenti alle arti figurative.
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la prima sede.. |
I locali della prima sede in Via del Castellaccio n. 10, inaugurati nell'ottobre del 1934, ospitavano periodicamente mostre fotografiche e di pittura cui presenziavano non di rado i vertici aziendali nelle persone del Presidente e del Direttore Generale. A tale proposito va detto che il "Dopolavoro" era pienamente integrato nella vita della Cassa. Ma anche in epoche più recenti, almeno fino agli anni Sessanta, l'Istituto contribuiva attivamente ad orientare le scelte dell'associazione, anche perché, sostanzialmente, le iniziative ricreative dovevano comunque avere un riflesso, il più positivo possibile, sull'immagine aziendale. In fondo, il Circolo, sia durante il fascismo che successivamente, era tenuto dall'alta direzione della Banca come una specie di fiore all'occhiello, un importante strumento di comunicazione - si direbbe oggi - sia sul piano interno, per rafforzare l'attaccamento dei colleghi all'Istituto, sia su quello esterno.
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la befana... |
In tale ottica la "Festa della Befana", che negli ultimi anni ha ritrovato una felice e fortunata collocazione nell'ambito della Cassa, è un caso emblematico; ma a ben vedere si tratta di un'iniziativa che pure risale ai primi anni del "Dopolavoro" e, infatti, costituiva un'altra tipica invenzione di regime sotto la celebre definizione di "Befana fascista". E la Cassa non mancò di gestirla direttamente, per quanto atteneva ai figli dei propri dipendenti, con il supporto logistico del Circolo. Si ricorderà, del resto, che la Befana e non il Natale era l'occasione festiva in cui si consegnavano doni ai bambini, circostanza quindi privilegiata per stabilire un contatto informale tra l'Azienda e il personale. La tradizione della Befana si è protratta fino alla fine degli anni Settanta, dopodiché ha conosciuto una lunga pausa di oblio. In tempi più recenti il Circolo, oggi Caricentro, ha avuto il merito di riproporla, potendo naturalmente fare affidamento sulla ritrovata disponibilità della Banca. Il successo della manifestazione, organizzata oltre che a Firenze anche in altre realtà della Toscana, non ha bisogno di commenti. Un altro importante evento è associato al primo periodo del "Dopolavoro", ossia l'istituzione di una biblioteca - visibile ancora qualche anno fa nei locali di via Ricasoli - che si formò con acquisizioni e donazioni dei colleghi, primo fra tutti il Direttore Umberto Pepi. Nel 1938, su richiesta del "Dopolavoro", fu istituito presso la Sede il primo "Servizio bibite", antesignano dell'attuale bar interno. |
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dopo la guerra... |
Dopo la guerra, attorno al '44-'45, il Circolo fu riorganizzato su nuove basi, senza disperdere certo quel patrimonio di esperienza che veniva ereditato dal periodo precedente, sfrondato tuttavia di ogni e qualsiasi componente politica ed ideologica passata e presente. Ciò era tanto più apprezzabile in quanto l'epoca postbellica consegnava alla storia un'Italia in cui gli animi erano fortemente condizionati dalla contrapposizione dei blocchi geo-politici. Il vecchio "Dopolavoro Fascista" si era dunque trasformato nel "Circolo Dipendenti della Cassa di Risparmio di Firenze". È merito dei Presidenti che si sono avvicendati negli anni della ricostruzione e del boom economico - da Valli, che lo guidò subito dopo la liberazione, ad Antonio Paganelli, Alberto Benucci, Aldo Pagnotti - aver fatto del Circolo aziendale una libera e indipendente associazione in cui tutti i colleghi di qualsiasi tendenza ed estrazione politica potevano riconoscersi. È significativo, a questo proposito, lo svilupparsi, a partire dal 1947 circa, di un'attività calcistica, in concomitanza con la creazione del Torneo Interbancario che per decenni scandirà i ritmi di questo sport tra gli appartenenti al settore credito. Già allora, mentre si assisteva al forte antagonismo con la Banca Commerciale, la squadra della Cassa, che macinava i suoi primi successi, aveva manifestato una mentalità vincente e una straordinaria consapevolezza di sé: era ricorrente il motto 'per battere la Cassa ci vuole la Nazionale'!Accanto al calcio prendevano spazio anche il Ciclismo e il Tennis. Ma in quegli anni, nei quali si cercava di uscire faticosamente dalla tragedia della guerra, come ricorda l'ex Presidente Pagnotti, c'era soprattutto una gran voglia di divertirsi. Ecco che il Circolo si mobilitava organizzando feste danzanti con tanto di 'orchestrina'. Addirittura si allestiva nel giardino della Sede Centrale, dominato dal grande canforo centenario, oggi scomparso, il cosiddetto "Garden Party" con attori e cantanti. I meno giovani ricordano le voci delle colleghe Sabina Serrutini e Neva Tacchi o la vena recitativa del Susini, mentre il Pagnotti, uomo tutto fare, fungeva all'occorrenza da regista e presentatore.
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| memorabili gite... |
L'attività turistica trovava nuove occasioni di partecipazione. Era il momento, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, delle mega-gite annuali cui si iscrivevano dai 500 ai 700 Soci. Memorabile, nel 1953, la gita a Trieste con 10-12 pullman, mentre nel 1961 altrettanto memorabili furono i viaggi in Grecia e in Spagna organizzati tramite la "Vagons Lits Cook". Proprio in occasione del viaggio in Spagna, i Soci del Circolo poterono usufruire per la prima volta di un volo charter che copriva la rotta Pisa-Siviglia! La seconda sede del Circolo, dalla prima metà degli anni Sessanta, fu in piazza Brunelleschi nell'edificio costruito da Giovanni Michelucci, che oggi ospita la mensa aziendale ed alcuni uffici della Banca. Dal 1973 è ubicata negli attuali locali di via Ricasoli..
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dal 1979 al 1992.. |
Dal 1979 al 1992 il Circolo è stato guidato da Luigi Pisanelli, la cui presidenza si è distinta per un impegno costante di ulteriore apertura verso la base sociale, sviluppando in modo particolare le attività sportive, nella convinzione che proprio lo sport fosse un mezzo ideale di aggregazione sia nei confronti dei soci che dei loro familiari. Di qui il rilancio, già nel 1976, dello sci e via via di altre discipline con le relative manifestazioni agonistiche: il tiro al piattello, la pesca, il podismo, il calcio con un campionato tra uffici che ha fatto epoca e la riorganizzazione della Prima Squadra. In quegli anni ci si è mossi tuttavia anche in altre direzioni. Importante è stato, in questo senso, l'apporto delle iniziative culturali, come la formazione di un gruppo archeologico alla fine degli anni '70, che ha legato il nome del Circolo e della Cassa di Risparmio alla fortunata campagna di scavi presso il Lago dell'Accesa. |
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la riforma: nasce il "Caricentro"... |
Il passaggio di testimone a Michele Gremigni nel 1992 ha coinciso con la riforma istituzionale e statutaria, il cui effetto più appariscente concerne la modifica della denominazione sociale: da "Circolo Dipendenti CRF" a "Caricentro". Quest'ultima sintetica espressione doveva riflettere, almeno nelle intenzioni degli estensori del nuovo Statuto - si veda in particolare l'art. 5 - l'apertura dell'Associazione verso altri soggetti creditizi o finanziari collegati alla Cassa fiorentina. Forse tale disegno non si è compiutamente realizzato. Di certo, però, si è registrato un sensibile allargamento del corpo sociale e, soprattutto, una maggiore partecipazione che ha vitalizzato l'ambiente creando ulteriori opportunità. Ciò è stato reso possibile grazie anche all'introduzione di corsi propedeutici in varie discipline, dalle scienze informatiche alla pittura, alla musica, alle lingue, ecc. Inoltre, l'adozione di un'ampia gamma di servizi - unitamente allo sforzo di decentramento tramite la creazione di punti di riferimento associativi in alcune località della Toscana - ha permesso al Caricentro di raggiungere e coinvolgere sul territorio tantissimi Soci.
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oggi... |
Oggi il Caricentro è una realtà ricca di fermenti e sollecitazioni, con una struttura organizzativa di tipo professionale che si avvale pur sempre della collaborazione del volontariato, quale elemento insostituibile di un'associazione fra persone che vogliono dare un senso a momenti significativi del loro tempo libero.
Ferruccio Franchi, Emanuele Barletti |
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